Prima di iniziare a raccontare questa mia fantastica esperienza ai confini del mondo, voglio ringraziare in modo particolare il mio amico e compagno d'avventura Roberto Palozzi con il quale ho condiviso i meravigliosi giorni in questa terra selvaggia ed estrema.
Un' infinita distesa bianca..
la morza del gelo che brucia la gola nel respiro...
un'attimo per capire...
che sei...
sei...
cercavo questo da una vita... cerco questo ogni giorno della mia vita..
perche' questa...e' vita...
la natura nuda, vera... la forza del vento....il gelo avvolgente
uno sottile strato di ghiaccio sotto i piedi e poi l'abisso..
in un luogo dove mi sono sentito vivo...
Ho affrontato questo viaggio perche' membro di una spedizione scientifica dello Smithsonian instituition per lo studio delle foche di Weddel in
Antartide. Partii da Roma i primi giorni di novembre del 2007, sapendo di lasciare tanto alle mie spalle,
forse piu di quanto immaginavo... non e' stato facile, stavo partendo per l'altra parte esatta del mondo, per un luogo lontanissimo e non sarei
stato via solo pochi giorni.. ma questo era il mio sogno e dovevo..volevo viverlo..
In due giorni volai sopra Washington, Dallas, Los Angeles, Aukland, e arrivai a Christchurch in Nuova Zelanda. Viaggiando solo, ogni volta che dovevo
scendere da un'aereo per prendere
il successivo avevo la paura di non riuscire a fare in tempo nel ritiro dei bagagli, controllo della severissima polizia americana e neozelandese, e nel capire dove andare per
imbarcarmi.. fatta di necessità virtu' e tentando in tutti i modi di migliorare il mio inglese riuscii a prendere tutti i voli senza problemi..
La Nuova Zelanda e' un luogo meraviglioso dove la natura regna sovrana, coste con spiagge immense e scogliere a strapiombo, alte montagne
innevate e infinite distese verdi di prati e boschi secolari.. per le strade della citta' il profumo dei fiori che brillano ovunque rapisce
completamente i sensi, le case sono di una bellezza disarmante, tutte in legno con grandi giardini e finestrelle colorate che sembrano uscite da un cartone
animato...
Il giorno seguente presi il volo militare che mi porto' a McMurdo base americana in Antartide, appena sceso dall'aereo mi sembrò di stare sbarcando su un qualche pianeta alieno,
l'immensita' del bianco tutt'intorno era avvolgente..il gelo che entrò appena aperto il portellone dell'aereo mi face capire che era meglio indossare il giubbotto piu pesante...
cosi tra lo stupore per quello che avevo davanti agli occhi e il brivido di gioia e paura che mi vibrava dentro, misi piede per la prima volta nella mia vita sul suolo o meglio" sul
ghiaccio" antartico... mi vennero a prendere alla pista di atterraggio, che poi non e' altro che la nuda superficie ghiacciata del mare di Ross, con una sorta di cammion
gigantesco, e gia li mi resi conto della grande disponibilità di mezzi degli americani...Rimasi a McMurdo per 5 giorni, durante i quali sostenni un addestramento alla
sopravvivenza in questa terra cosi poco adatta all'uomo.
Durante l'addestramento imparai ad usare strumenti per misurare e controllare la profondità del ghiaccio, sotto i piedi infatti avevamo uno strato di ghiaccio marino e poi l'acqua
dell'oceano, c'era sempre il pericolo quindi di camminare su strati troppo sottili e che potevano rompersi.
La ricerca della sicurezza mi e' stato insegnato essere fondamentale in un luogo cosi estremo dove basta veramente pochissimo per ritrovarsi in serio pericolo..
imparai poi come attrezzare una tenda di emergenza, come ripararmi in casi di maltempo dal vento impetuoso, e tantissime altre cose..
una parte dell'addestramento poi consisteva nel passare una notte in un riparo di emergenza...
Dopo l'addestramento finalmente potei raggiungere il mio gruppo di ricerca al campo avanzato... ad Hutton Cliff... una zona del mare di Ross non lontana da McMurdo dove c'e' una
grande colonia di foce di Weddell..
il viaggio in motoslitta per raggiungere l'accampamento fu fantastico... Roberto e Jeff mi vennero a prendere a McMurdo, sfrecciavamo a 60miglia sul ghiaccio marino... ricordo quei
minuti su quella motoslitta come attimi indimenticabili in cui il mio cuore era impazzito e lo sguardo rapito dalle mille sfumature della luce del sole riflessa sul ghiaccio e le montagne del
continente in lontananza.... arrivati ai pressi dell'accampamento il ghiaccio sotto di noi si faceva sempre piu azzurro..come se il mare d'improvviso si fosse fermato...le onde
immobili...addirittura le bollicine d'aria delle onde intrappolate nella morza del gelo...mi sembrava di sognare..
quel giorno conobbi gli altri membri del teem di ricerca, mi sembrarono subito delle brave persone, eravamo 10 persone me compreso, 4 donne e 6 uomini, conobbi anche Olav Oftedal il
capospedizione, scienziato americano grande esperto di mammiferi; un uomo sulla sessantina..capelli bianchi, barba lunga e bianca, con quel fare svampito degli scienziati tutta teoria e niente
pratica...ma cmq una persona estremamente competente e gentile..
Il campo era attrezzato ai piedi del monte Erebus, il vulcano attivo più meridionale al mondo, sotto di noi c'erano 5m di ghiaccio e poi 200m d'acqua del mare..
le donne dormivano in un container e gli uomini in una grande tenda attrezzata con stufa e brandine...
io invece preferii sistemarmi in una tenda di Scott, un tipo di tenda dal colore giallo inconfondibile e estremamente resistente al clima antartico..
uno dei più bei ricordi che ho di quest'avventura indimenticabile e' il suono delle vocalizzazioni delle foche che la sera prima di addormentarmi sentivo provenire da sotto al
ghiaccio e rompere il silenzio della notte.. mi ricordo che mi venivano i brividi ogni volta che le sentivo..e anche ora se ci ripenso....
il giorno seguente incontrai per la prima volta le foche della colonia... anche quel giorno la meraviglia e lo stupore furono enormi...
degli animali bellissimi...
liberi...
nella natura piu selvaggia....nel luogo piu ostile della terra...
fu un rincorrersi di emozioni nel vederle, sentirle... e per tutti i giorni che passai insieme a loro...
durante il giorno eravamo impegnati nel catturare le foche per fare campionamenti, prelievi di sangue, latte, installazioni radiotrasmittenti e misura del peso di mamme e
cuccioli...
le fasi delle catture non erano per nulla semplici, bisognava stare attenti da una parte agli animali, a non ferirli e a non farsi ferire, una foca mamma in allattamento puo pesare
benissimo oltre la tonnellata e con movimenti fulminei puo' scaraventarti a terra con molto poco... dall'altro lato bisogna stare attenti a dove si mettono i piedi, infatti il ghiaccio su cui ci
muovevamo era pieno di crepacci che quando nevicava si ricoprivano superficialmente ed erano impossibili da individuare...
con Roberto abbiamo fatto moltissime riprese per realizzare un documentario su questa spedizione
...uscivamo spessissimo la notte...che in Antartide in estate praticamente non esiste poiche' il sole non tramonta mai, ci trascinavamo sino alla colonia la slitta con l'attrezzatura
per filmare e passavamo ore a girare scene di mamme e cuccioli.. e a fare fotografie..
a volte stavo ore e ore a fare fotografie senza accorgermi del tempo che passava......
un giorno con grande piacere e sorpresa inontrai una coppia di pinguini di Adelia, erano molto confidenti, a prova che molto probabilmente era la prima volta che vedevano un essere
umano...
sono degli animali molto buffi sia nell'aspetto che nei movimenti...
mi ricordo che mi sdraiai sul ghiaccio per fotografarli e loro mi vennero incontro quasi a toccarmi tanto erano curiosi...
A dicembree, uno degli ultimi giorni di permanenza al campo, decisi che era arrivato il momento di fare il bagno nelle acque antartiche... avevamo accanto al campo base un buco nel
ghiaccio scavato per posizionare delle trappole per pesci, e cosi ci venne l'idea di farci un tuffo prima di lasciare quel posto forse per sempre...
non so dove presi il coraggio.... neppure ci pensai troppo....
in questo luogo meraviglioso ho incontrato la natura vera...selvaggia...
pura...
ho conosciuto la sua forza....
la sua crudeltà...
ho vissuto giorni, attimi indimenticabili....
qualcosa che restera' con me ...per sempre...
qualcosa che non si puo spiegare...
in quei giorni ho vissuto....